L’azoto come non lo conoscevamo

L’atmosfera terrestre è composta per il 78% di azoto e il 21% di ossigeno, una miscela unica nel sistema solare. L’ossigeno è stato prodotto da alcuni dei primi organismi viventi. Ma da dove viene l’azoto? È fuggito dal mantello terrestre attraverso l’attività vulcanica?

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha appena identificato un sosia dell’azoto comune

Negli ultimi giorni è il settimo elemento della tavola periodica a far parlare di sé e dei suoi isotopi: l’azoto. La sua massima notorietà l’aveva già raggiunta nel ‘700 quando ancora era consueto chiamarlo nitrogeno.

Nel corso dei secoli ha conquistato primati importanti; basti pensare che è il quinto elemento più abbondante nell’Universo, il principale componente dell’aria (78%) e il quarto del corpo umano (3%). Non è da tutti occupare i primi gradini del podio galattico.

Esalazioni di gas presso il Parco Nazionale Yellowstone (fonte INGV)

Di recente dai laboratori di ricerca è sorto il seguente dubbio: da dove proviene l’azoto atmosferico? Per quello che abbiamo sempre creduto sembra una risposta banale, ma dopo l’entusiasmante scoperta dei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), non è così scontata. Vediamo perché.

Il team ha appena identificato un sosia dell’azoto comune, che potrebbe persino essersi originato insieme al pianeta. Perché solo adesso? Il ritardo della scoperta sembra dovuto all’inquinamento, come afferma Antonio Caracausi, ricercatore dell’INGV e coautore della ricerca: “È stato scoperto che la contaminazione dell’aria stava mascherando la ‘firma originale’ di molti campioni di gas vulcanici”.

Quindi l’azoto che fuoriesce dai vulcani è diverso da quello presente nell’aria? Analizzando i campioni di gas di Yellowstone, Islanda ed Eifel è stato riscontrato un azoto mantellico che si differenzia da quello presente in atmosfera. Come è stato possibile? L’utilizzo dell’isotopo 15N15N come tracciante della contaminazione dell’aria nelle effusioni di gas vulcanico ha permesso di riconoscere la composizione dei gas presenti nel mantello terrestre.

Esalazioni di gas presso il Parco Nazionale Yellowstone (fonte INGV)

 

“Una volta presa in considerazione la contaminazione dell’aria, abbiamo acquisito nuove e preziose informazioni sull’origine dell’azoto e sull’evoluzione del nostro pianeta”, afferma lo scienziato.

Lo studio

Lo studio “Hydrothermal 15N15N abundances constrain the origins of mantle nitrogen”, pubblicato anche sulla rivista Nature, sembra affermare che questo importantissimo elemento si sia formato in concomitanza della formazione del nostro pianeta, aprendo dunque a un nuovo dibattito: da dove proviene l’azoto atmosferico?

Una scoperta che merita tutta la nostra attenzione; in primo luogo, ci dà nuove informazioni sull’evoluzione del pianeta Terra, in secondo luogo, potrebbe permetterci una più approfondita comprensione dei processi magmatici.

Il mistero intorno all’isotopo atmosferico si infittisce e la fama dell’azoto continua.

 

Fonti: nota stampa INGV del 06/05/2020

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