Il contributo dei geologi nella redazione dei Piani di Emergenza Comunali

Geologi al seminario tecnico sui “ Piani di Emergenza Comunali ” tenutosi a Napoli.

Il giorno 24 febbraio u.s., presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi Parthenope di Napoli, si è tenuto un interessante Seminario tecnico sul tema: “Piani di Emergenza Comunali” (PEC).

Il Seminario è stato organizzato dall’Ordine dei Geologi della Regione Campania ed ha visto coinvolte le Istituzioni Regionali, per informare e formare in primis i geologi ed in secundis la popolazione intera sulle norme comportamentali da tenere in caso di emergenza di tipo naturale e/o antropico e volte soprattutto alla salvaguardia della vita umana.

Le emergenze che sono normalmente prese in esame “in tempo di pace” si possono suddividere in:

Naturali (che comprendono):

  • Idraulico-idrogeologiche
  • Sismiche
  • Vulcaniche
  • Derivati da incendi boschivi
  • Da maremoto

Antropiche (che comprendono):

  • Tecnologiche
  • Da incidenti connessi ai trasporti
  • Di tipo chimico-industriale

I geologi danno, con le loro multidisciplinari conoscenze, il loro contributo sia nelle fasi preliminari (analisi dei rischi territoriali e redazione dei Piani di Emergenza Comunali), e certamente sono presenti anche nelle fasi più strettamente operative di pre-allarme e/o di pre-avviso alla popolazione, oltre che, naturalmente, nel post-evento, per il ripristino delle condizione normali di vita sociale nel territorio colpito dall’evento.

2 - La dr.ssa Monica Adamo illustra il rischio Vulcanico Vesuvio e Campi Flegrei

1 – La dr.ssa Monica Adamo illustra il rischio Vulcanico Vesuvio e Campi Flegrei

Il convegno si è sviluppato sulla scia della pubblicazione delle “LINEE GUIDA per la redazione dei Piani di Emergenza Comunale della Regione Campania”, Febbraio 2013 e del conseguente ingente lavoro svolto dagli Enti preposti alla predisposizione e redazione dei singoli Piani di Emergenza Comunali.

I Piani di Emergenza Comunali, intesi come: “…uno strumento che deve definire le attività coordinate e le procedure da adottare per fronteggiare un evento calamitoso atteso e/o in atto nel territorio comunale. Ciò al fine di garantire una risposta efficiente ed efficace mediante l’impiego delle risorse disponibili e necessarie ad organizzare i primi interventi, per prevenire, soccorrere e superare un’emergenza e favorire il ritorno alle normali condizioni di vita” , sono stati redatti o sono in corso di redazione dalla maggior parte dei Comuni della Regione Campania.

2 - La dr.ssa Palo illustra i PEC

2 – La dr.ssa Palo illustra i PEC

Il tema dell’emergenza nella Protezione Civile è molto complesso poiché deve essere in grado di valutare ogni tipo di emergenza che può verificarsi sia nel territorio interessato sia essere a conoscenza di ciò che può accadere nei territori limitrofi (termine da considerare ad ampio spettro, sulla base della tipologia di pericolo che viene via via esaminato).

Mutuando dalle analoghe analisi che vengono di norma eseguite in ambito lavorativo e sancite dal D.Lgs 81/08, le metodologie di approccio sono simili, ma devono riguardare ogni possibile pericolo (ovvero la “proprietà o qualità intrinseca di una determinata entità avente il potenziale di provocare danni”), al fine di valutare il rischio (“probabilità che sia raggiunto il livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego e/o di esposizione nonché dimensioni possibili del danno stesso”).

3- Struttura dei PEC

3- Struttura dei PEC

Il seminario si è sviluppato con la illustrazione, oltre che delle metodologie utilizzate in fase di analisi, anche con la esemplificazione di quanto sancito in alcuni PEC già operativi, tra cui, fondamentale per il Territorio Campano, quello del Comune di Napoli.

Ciò che è emerso dal convegno è la notevole mole di lavoro da svolgere, poiché ogni singolo Piano non solo va redatto ed aggiornato periodicamente, ma anche confrontato con quelli dei territori viciniori, al fine di non trascurare eventuali nuove emergenze che si dovessero presentare, o, viceversa, eliminare o ridurre alcune criticità emerse (per esempio: fonderia non più attiva o Centrale idroelettrica dismessa).

4 - Platea del Seminario

4 – Platea del Seminario

Il vivo dibattito, che si è tenuto contemporaneamente alle esposizioni, è stato di per sé testimonianza dell’interesse che l’argomento ha suscitato nei partecipanti, segno di grande vitalità e partecipazione dei geologi presenti, anche con ipotesi migliorative che sono state proposte ai redattori dei Piani presenti, come ad esempio un sistema di allertamento puntuale alla popolazione, ma selettivo rispetto al territorio interessato dall’evento.

 

 

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