Etna. Attività vulcanica del 13-14 dicembre 2020

Ieri sera l’Osservatorio Etneo dell’INGV ha registrato un repentino aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico, accompagnato da un incremento dell’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est dell’Etna.

Prima fase

Nella tarda serata del 13 dicembre 2020, le reti di sorveglianza dell’Osservatorio Etneo dell’INGV hanno registrato un repentino aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico, accompagnato da un incremento dell’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est.

Verso le ore 23:00 locali era in corso una attività caratterizzata da modeste fontane di lava con formazione di una colonna eruttiva spinta dal vento verso sud-sudest.

Etna, foto del parossismo della notte tra il 13 e il 14 dicembre 2020

I getti di lava hanno raggiunto altezze intorno ai 150-200 m sopra la bocca eruttiva. Dopo quindici minuti, alle 23:15, il fianco del cono del Cratere di Sud-Est ha cominciato a franare, generando un flusso piroclastico lungo alcune centinaia di metri in direzione sud-ovest.

Poco dopo questo primo flusso piroclastico ne è seguito un secondo notevolmente più grande, che ha percorso circa 2 km sempre in direzione sud-ovest. Un terzo e più piccolo flusso piroclastico è avvenuto alle ore 23:30.

Seconda fase

L’attività di fontana di lava si è protratta per poche decine di minuti ed è diminuita poco prima della mezzanotte. Dopo un’ora circa è iniziata una seconda fase di fontane di lava, durata circa 10 minuti.

Etna, foto dell’attività all’alba del 14 dicembre 2020

Terza fase

Dopo un intervallo di modesta attività stromboliana, intorno alle ore 02:00 è iniziata una terza fase di basse fontane di lava, della durata di circa un’ora, che è stata seguita da una debole attività stromboliana, ancora in corso nella mattinata del 14 dicembre.

Le due colate di lava, quella sul versante meridionale del cono del Cratere di Sud-Est, che ha raggiunto l’area di Torre del Filosofo, e quella sul versante sud-ovest, che si è espansa sul pianoro a monte dei coni del 2002-03 e di Monte Frumento Supino, all’alba del 14 dicembre erano in raffreddamento.

Sono in corso le indagini sul terreno da parte di personale dell’Osservatorio Etneo dell’INGV per caratterizzare i fenomeni che hanno interessato il teatro eruttivo e per campionare i prodotti eruttati che saranno analizzati in laboratorio.

Frame della telecamera termica a Nicolosi che mostra il più grande dei tre flussi piroclastici avvenuti nel momento di massima intensità dell’attività.

Storia recente

Flussi piroclastici simili a quelli verificatisi, denominati anche valanghe ardenti o piroclastiche, sono avvenuti negli anni passati anche in altri settori del Cratere di Sud-Est, ad esempio in concomitanza con l’inizio dell’attività eruttiva parossistica del 16 novembre 2006, durante diversi episodi di fontana di lava nel 2011-2013, l’11 febbraio 2014 e nel marzo del 2017.

L’evolversi dei fenomeni continua a essere costantemente monitorato dalle reti di monitoraggio dell’Osservatorio Etneo e della Sezione di Palermo.

FONTE: COMUNICATO STAMPA INGV N.38 DEL  14 dicembre 2020

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