Plitvice, il viaggio dell’acqua – FOTOGALLERY CONOSCEREGEOLOGIA

Dalle sorgenti della Mala Kapela ai sedici laghi: l’idrogeologia di un sistema carsico tra infiltrazione, risorgenze, circolazione sotterranea e formazione del tufo

Nel cuore della Croazia, tra i rilievi delle Dinaridi, il Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice rappresenta uno degli esempi più interessanti di interazione tra geologia, idrogeologia, carsismo e processi geomorfologici.

Il paesaggio che oggi osserviamo, con sedici laghi principali collegati da cascate e barriere di tufo, non è infatti semplicemente il risultato dell’azione erosiva dell’acqua. È il prodotto di un sistema idrogeologico estremamente complesso, nel quale l’acqua alterna continuamente fasi di infiltrazione nel sottosuolo, circolazione attraverso le rocce carbonatiche, emergenza in superficie, deflusso superficiale e nuova infiltrazione.

 

È proprio questa dinamica a rendere Plitvice un vero laboratorio naturale per lo studio del carsismo.

Un territorio dominato dalle rocce carbonatiche

Il Parco è inserito nel settore centrale del carsismo dinarico, una delle più estese e significative aree carsiche d’Europa.

Il substrato geologico è costituito prevalentemente da rocce carbonatiche mesozoiche, soprattutto calcari e dolomie, caratterizzate da differenti proprietà idrogeologiche. La presenza di fratture, faglie, discontinuità e fenomeni di dissoluzione carsica consente all’acqua di penetrare nel sottosuolo e di sviluppare una complessa rete di circolazione.

Nel paesaggio di Plitvice assume particolare importanza il contrasto tra le dolomie triassiche, relativamente meno permeabili, e i calcari fortemente carsificati e permeabili.

Questa differenza di comportamento idrogeologico costituisce uno degli elementi fondamentali per comprendere la formazione e l’attuale configurazione del sistema lacustre.

Dalla montagna all’acqua sotterranea

Il sistema idrico dei Laghi di Plitvice è alimentato dalle precipitazioni e dalle acque provenienti dall’area montuosa circostante, in particolare dal settore della Mala Kapela.

L’acqua meteorica, infiltrandosi nel terreno e successivamente nelle fratture delle rocce carbonatiche, entra nel sistema idrogeologico sotterraneo. Nel carsismo questo processo è particolarmente importante: l’acqua, arricchita in anidride carbonica durante il passaggio attraverso il suolo, acquisisce una maggiore capacità di dissolvere il carbonato di calcio.

Si sviluppa così un processo di carsificazione, attraverso il quale le discontinuità presenti nella roccia vengono progressivamente ampliate e trasformate in vie preferenziali di circolazione idrica.

L’acqua non segue quindi necessariamente un percorso superficiale. Una parte significativa del deflusso avviene all’interno del sistema carsico, rendendo il rapporto tra acque superficiali e acque sotterranee particolarmente stretto.

Le sorgenti: il ritorno dell’acqua in superficie

Dopo la circolazione nel sottosuolo, l’acqua ritorna in superficie attraverso importanti sorgenti carsiche.

Tra le principali sono riconosciute la Crna Rijeka (Fiume Nero), la Bijela Rijeka (Fiume Bianco) e le sorgenti del sistema della Plitvice.

Queste emergenze rappresentano punti fondamentali del bilancio idrogeologico dell’area: l’acqua che precedentemente si era infiltrata nel massiccio carbonatico torna a essere visibile e contribuisce all’alimentazione del sistema lacustre.

Il modello idrogeologico concettuale elaborato dagli studiosi evidenzia proprio il ruolo della circolazione sotterranea nel mantenimento dell’intero sistema dei laghi.

Perché a Plitvice si formano i laghi?

La risposta è nella geologia del substrato.

Le condizioni idrogeologiche dei diversi litotipi determinano una distribuzione molto particolare delle acque.

I Laghi Superiori sono impostati prevalentemente su substrati dolomitici triassici, caratterizzati da una permeabilità relativamente più bassa. Questa condizione favorisce la permanenza dell’acqua in superficie.

I Laghi Inferiori, invece, sono sviluppati prevalentemente all’interno di un’incisa gola calcarea, dove la maggiore permeabilità e la forte carsificazione del substrato favoriscono una circolazione idrica differente.

La distinzione tra Laghi Superiori e Inferiori non è quindi soltanto geomorfologica: è anche il risultato di differenti condizioni geologiche e idrogeologiche.

Il travertino: quando l’acqua costruisce il paesaggio

A questo punto entra in gioco un processo ancora più particolare.

L’acqua di Plitvice non si limita a erodere il substrato: in determinate condizioni costruisce nuova roccia.

Le acque che attraversano le rocce carbonatiche si arricchiscono di calcio e bicarbonato. Quando raggiungono determinate condizioni chimico-fisiche, il carbonato di calcio può precipitare sotto forma di calcite.

Il processo è favorito dalle condizioni presenti lungo i corsi d’acqua e sulle superfici delle barriere, dove intervengono anche comunità biologiche costituite da muschi, alghe, cianobatteri, diatomee e altri microrganismi.

I cristalli di carbonato di calcio si depositano sulle superfici biologiche e progressivamente cementano la struttura, determinando la crescita delle ”barriere di travertino”.

Il travertino diventa così un elemento geologico dinamico: una roccia che continua a formarsi attraverso l’interazione tra acqua, carbonato di calcio e organismi viventi.

Un sistema ancora in evoluzione

Le barriere travertinose non rappresentano strutture statiche.

La loro crescita modifica continuamente la morfologia dei corsi d’acqua e determina la formazione e l’evoluzione delle cascate e degli specchi lacustri.

Secondo il Parco, il processo di formazione è tuttora attivo e costituisce un processo biodinamico estremamente sensibile alle condizioni ambientali.

È quindi possibile leggere il paesaggio di Plitvice come il risultato di un equilibrio dinamico tra erosione, precipitazione del carbonato, circolazione idrica e attività biologica.

Il paesaggio che osserviamo oggi è soltanto una fotografia temporanea di un sistema che continua a modificarsi.

Quando l’acqua scompare nuovamente nel sottosuolo

Il viaggio dell’acqua non termina con i laghi.

Nel settore a valle del sistema lacustre, l’acqua torna progressivamente a interagire con il substrato carsico e, in determinate zone, può infiltrarsi nuovamente nel sottosuolo.

Lo studio del modello idrogeologico di Plitvice ha evidenziato importanti perdite d’acqua verso il sistema carsico sotterraneo, in particolare dopo il passaggio del sistema lacustre attraverso una struttura tettonica lungo la sponda nord-orientale del Lago Kozjak.

Questo aspetto è particolarmente significativo perché dimostra come il sistema di Plitvice non possa essere interpretato semplicemente come una successione di laghi collegati da corsi d’acqua superficiali.

Sotto il paesaggio visibile esiste una rete idrogeologica sotterranea, nella quale l’acqua continua il proprio percorso attraverso fratture e condotti carsici.

Dalle cascate nasce la Korana

Il sistema superficiale termina presso le cascate di Sastavci, dove ha origine il fiume Korana.

Anche in questo caso la geologia condiziona fortemente il comportamento dell’acqua.

Il passaggio dalle rocce meno permeabili a quelle maggiormente carsificate determina infatti differenti modalità di deflusso e di infiltrazione.

Il fiume rappresenta quindi la prosecuzione superficiale di un sistema che ha una componente sotterranea altrettanto importante.

Un equilibrio idrogeologico estremamente delicato

Comprendere Plitvice significa quindi andare oltre l’immagine spettacolare delle cascate e dei laghi turchesi.

La vera peculiarità del territorio risiede nella complessa relazione tra substrato geologico, circolazione delle acque sotterranee, sorgenti, deflusso superficiale, carsismo e formazione del tufo.

Il sistema è inoltre sottoposto a monitoraggio idrologico e della qualità delle acque. Nel Parco sono presenti numerose stazioni idrologiche che registrano continuamente livelli e portate, mentre la qualità delle acque e il processo di formazione del tufo vengono sottoposti a programmi di monitoraggio scientifico.

Questa attività è fondamentale perché qualsiasi modificazione significativa del bilancio idrico può ripercuotersi sull’intero sistema.

L’acqua come agente geologico

Plitvice rappresenta, in definitiva, un esempio particolarmente efficace di come l’acqua possa agire contemporaneamente come agente di dissoluzione, trasporto, erosione e sedimentazione.

Prima penetra nelle rocce carbonatiche e contribuisce alla loro carsificazione; successivamente emerge attraverso le sorgenti, alimenta i corsi d’acqua e i laghi; infine, nelle condizioni chimico-fisiche favorevoli, deposita carbonato di calcio e contribuisce alla costruzione delle barriere tufacee.

Poi il ciclo ricomincia!!! L’acqua torna a infiltrarsi nel sottosuolo e prosegue la propria circolazione attraverso il complesso sistema carsico.

È proprio questo continuo alternarsi tra acqua superficiale e acqua sotterranea a spiegare la straordinaria evoluzione del paesaggio di Plitvice.

 

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