Dalla deformazione della piattaforma adriatica alle grandi falesie di Dugi Otok: il paesaggio del Parco Naturale di Telašćica in Croazia è il risultato di una lunga storia tettonica, carsica e marina.
Per comprendere il paesaggio di Telašćica bisogna prima allontanarsi idealmente dalle sue baie, dalle sue scogliere e dalle acque dell’Adriatico. Bisogna guardare molto più lontano.
La storia geologica di Dugi Otok, l’isola lunga della Dalmazia settentrionale sulla quale si trova il Parco Naturale di Telašćica, è infatti legata alla grande evoluzione tettonica dell’Adriatico orientale e delle Dinaridi.
È una storia fatta di mari antichi, sedimenti carbonatici, deformazioni della crosta, pieghe, faglie e movimenti che hanno progressivamente costruito l’assetto dell’area.
Quello che oggi appare come un paesaggio insulare tranquillo è quindi, dal punto di vista geologico, il risultato di una lunga storia di compressione e deformazione della crosta terrestre.
DOVE L’ADRIATICO INCONTRA LE DINARIDI
Dugi Otok appartiene al settore esterno delle Dinaridi, la grande catena montuosa che attraversa il versante orientale dell’Adriatico.
La formazione delle Dinaridi è legata alla complessa evoluzione del margine della microplacca adriatica, inserita nel sistema di convergenza tra Adria ed Eurasia. Nel corso dell’evoluzione alpina, la compressione ha deformato le successioni sedimentarie e prodotto un sistema di pieghe, faglie inverse e sovrascorrimenti.

Le evidenti pieghe
Nella Dalmazia settentrionale questa deformazione è particolarmente importante.
Indagini geologiche e geofisiche hanno evidenziato strutture profonde associate alla zona di faglia di Dugi Otok e indicano che la piattaforma adriatica è coinvolta in un processo di sotto-scorrimento al di sotto delle Dinaridi.
È questa grande architettura tettonica che dobbiamo avere in mente quando osserviamo il paesaggio di Telašćica.
DAL FONDO MARINO ALL’ISOLA
Le rocce che costituiscono gran parte di Dugi Otok sono prevalentemente carbonatiche, formatesi in antichi ambienti marini.
Per milioni di anni questi sedimenti si sono accumulati sul margine della piattaforma adriatica. Successivamente, la deformazione tettonica li ha sollevati, inclinati e fratturati.
Il paesaggio attuale è quindi il risultato della sovrapposizione di due grandi processi: la tettonica ha costruito e deformato la struttura; l’acqua e il mare l’hanno progressivamente modellata.

Le rocce carbonatiche di Dugi Otok.
È una distinzione importante, perché permette di leggere il territorio non come una semplice successione di forme spettacolari, ma come il risultato di processi geologici diversi che hanno agito in tempi differenti.
LA FAGLIA DI DUGI OTOK E LE GRANDI FALESIE
Uno dei punti nei quali questa storia diventa particolarmente evidente è il margine sud-occidentale dell’isola.
Il Parco Naturale di Telašćica indica nella faglia di Dugi Otok una delle strutture tettoniche fondamentali dell’area. Il suo andamento è associato alla grande scarpata costiera che caratterizza il settore esterno dell’isola.
A Grpašćak, all’interno del Parco, la falesia raggiunge circa 160 metri sul livello del mare e prosegue per circa 85-90 metri sotto il livello marino.
Questa parete non è quindi semplicemente il risultato dell’erosione marina.

La falesia alta 160 metri sul livello del mare e prosegue per circa 85-90 metri sotto il livello marino.
La struttura tettonica ha predisposto il rilievo; successivamente il mare, attraverso l’abrasione e l’erosione, ne ha modellato il margine.
È un esempio molto efficace di come, in geologia, la forma che osserviamo oggi sia spesso il risultato di più processi sovrapposti.
IL CARSISMO: QUANDO L’ACQUA SCOLPISCE IL CALCARE
Una volta costruita e deformata la struttura geologica, entra in scena un altro grande protagonista: l’acqua.
Il calcare è una roccia particolarmente sensibile ai processi di dissoluzione. Le fratture create dalla tettonica diventano vie preferenziali per la circolazione dell’acqua e possono progressivamente allargarsi.
È così che si sviluppa il carsismo, uno dei caratteri più evidenti del paesaggio di Dugi Otok.
Fratture, cavità, forme di dissoluzione superficiale e grotte testimoniano un processo che continua ancora oggi.
Nel settore di Skrača, il Parco segnala una concentrazione particolarmente interessante di fenomeni geologici: oltre alle deformazioni degli strati sono presenti stromatoliti fossili, stratificazione incrociata, mineralizzazioni di calcite e numerose forme carsiche.
TELAŠĆICA: UN PAESAGGIO COSTRUITO DALLA TETTONICA
La baia di Telašćica stessa deve essere letta all’interno di questa storia.
Il paesaggio attuale è il risultato dell’interazione tra struttura geologica, sollevamento e deformazione, erosione continentale e successiva evoluzione marina.
Il Parco ricorda che, durante la fase di innalzamento del livello del mare successiva all’ultima glaciazione, l’acqua marina ha progressivamente modificato un paesaggio carsico precedentemente emerso. Antiche depressioni carsiche sono state interessate dall’ingressione marina e il rilievo ha assunto l’assetto che osserviamo oggi.
La costa di Telašćica diventa così una sorta di sezione naturale attraverso la quale leggere la storia recente del territorio.
IL LAGO MIR: UN ALTRO CAPITOLO DELLA STORIA GEOLOGICA
All’interno del Parco si trova anche il lago salato di Mir, situato in una depressione carsica.
È un ambiente particolarmente interessante perché mostra come il carsismo e la dinamica marina possano interagire.
La depressione è stata modellata dai processi carsici e successivamente influenzata dall’innalzamento del livello marino. L’acqua marina penetra nel sistema attraverso fratture e connessioni sotterranee, mantenendo il carattere salmastro del lago.

Il lago salato di Mir.
Ancora una volta, il paesaggio apparentemente semplice nasconde una storia molto più complessa.
QUANDO IL PAESAGGIO DIVENTA UNA PAGINA DI GEOLOGIA
È forse questa la caratteristica più interessante di Telašćica. Non è necessario cercare un’affioramento spettacolare per capire la geologia dell’isola.
Basta osservare la forma della costa.
La grande falesia racconta la tettonica.
Le fratture raccontano la deformazione della crosta.
Le cavità raccontano il carsismo.
Il lago Mir racconta il rapporto tra carsismo e mare.
Le forme costiere raccontano l’erosione.
E l’intero paesaggio racconta la lunga storia della piattaforma adriatica e delle Dinaridi.
UN PAESAGGIO CHE CONTINUA A CAMBIARE
La geologia, però, non è soltanto una storia del passato.
L’area di Dugi Otok appartiene a una regione tettonicamente attiva, nella quale la deformazione della crosta è ancora presente. Il quadro geodinamico dell’Adriatico orientale è caratterizzato dall’interazione tra la microplacca adriatica e le strutture delle Dinaridi, con attività tettonica documentata anche dalla sismicità regionale.
Questo non significa che il paesaggio di Telašćica stia cambiando rapidamente sotto i nostri occhi.
Significa piuttosto che le grandi strutture che hanno costruito questo territorio non appartengono soltanto alla storia geologica antica.
La Terra continua a muoversi.
E quello che oggi osserviamo come una parete rocciosa, un’isola, una baia o una depressione carsica è soltanto una fotografia momentanea di un processo molto più lungo.
LA GEOLOGIA CHE NON SI VEDE
Visitare Telašćica significa quindi osservare molto più di un paesaggio spettacolare. Significa trovarsi davanti a una porzione dell’Adriatico orientale nella quale è possibile leggere, quasi a cielo aperto, il rapporto tra tettonica, sedimentazione, carsismo e dinamica marina.
La bellezza del luogo non è separata dalla sua geologia. È la conseguenza della sua geologia.
Ed è forse proprio questo il modo migliore per guardare un paesaggio: non chiedersi soltanto quanto sia bello, ma domandarsi come è diventato così.
A Telašćica la risposta comincia molto prima che nascesse l’isola che oggi vediamo. Comincia sotto il mare, continua nella deformazione delle rocce e arriva fino alle grandi pareti che oggi si affacciano sull’Adriatico.

















