Le spettacolari e uniche sorgenti del Sile, il fiume più lungo di risorgive d’Italia

Fra l’alta e la bassa pianura veneta le acque sotterranee della falda freatica, di cui è ricca l’alta pianura, emergono spontaneamente essendo ostacolate nella loro discesa verso mare dal materiale argilloso che compone la bassa pianura.

Si forma così la “fascia delle risorgive”, da cui si originano fiumi, come il Bacchiglione, il Livenza, il Dese e il Sile, il più lungo fiume di risorgive d’Italia.

Leggi la storia geologica dell’area e guarda le nostre foto.

 

La genesi e la struttura della Pianura Padano-veneta è legata senza dubbio alle alternanze fra i cicli glaciali e quelli interglaciali miti che si sono susseguiti nell’attuale periodo geologico: il Quaternario.

Tale alternanza produsse le cosiddette variazioni eustatiche, ovvero variazioni del livello dei mari: durante una glaciazione il livello medio dei mari e oceani si abbassa, durante un periodo mite i ghiacci fondono e il livello si alza.

L’ultimo periodo glaciale durò all’incirca 100.000 anni è finì più o meno 11.700 anni fa, dando inizio così all’Olocene: l’attuale epoca geologica. Tale periodo glaciale, conosciuto anche con il termine di “glaciazione Wurm” tocco il suo acme 20.000 anni fa circa, noi geologi lo definiamo come LGM “Ultimo Massimo Glaciale”.

Il quadro geologico della pianura che si viene a formare è connesso ai grandi sistemi fluviali e al loro diverso comportamento durante questi periodi, durante LGM i fiumi alpini erano caratterizzati da una notevole portata solida e liquida, mentre, inizialmente, il post LGM è perlopiù segnato da una stasi sedimentaria. Si sono venuti a formare delle strutture geologiche caratteristiche particolari che, in pianta, presentano una forma a ventaglio e longitudinalmente assomigliano a coni appiattiti; sono conosciute con il termine di megafan o megaconoidi.

Esiste una netta differenziazione sedimentaria fra le zone prossime agli sbocchi vallivi e quelle verso mare: la capacità di trasporto dei corsi d’acqua diminuisce allontanandosi dal margine pedemontano, quindi avremo sedimenti grossolani come ghiaia e sabbia ghiaiosa che costituisce la zona vicina alla fascia montana, l’alta pianura, e materiale litologicamente più fine e più “leggero”, argilloso o argilloso-limoso nelle zone più distali, prossime al mare, formando così la bassa pianura.

Tale differenza sedimentaria produce un enorme sistema acquifero variabile: un sistema acquifero indifferenziato di tipo freatico a monte e un sistema multi falde a valle, in altre parole un’unica falda libera e non confinata nell’alta pianura dove i sedimenti ghiaiosi permeabili permettono ad essa di infiltrarsi e accumularsi fra gli interstizi senza problemi e più falde acquifere confinate fra strati composti da materiali fine impermeabile nella bassa pianura.

Una caratteristica peculiare della pianura, però, è ciò che avviene fra l’alta e la bassa pianura, (che giustamente prende il termine di media pianura), qui le acque sotterranee della falda freatica di cui è ricca l’alta pianura emergono spontaneamente essendo ostacolate nella loro discesa verso mare dal materiale argilloso di che compone la bassa pianura. Si forma la “fascia delle risorgive”, conosciuta anche con il termine “fascia dei fontanili”. Da essa si possono originare dei fiumi, come il Bacchiglione, il Livenza o il fiume Dese.

Conoscere Geologia è stata alle sorgenti del Sile, un importante fiume di risorgiva del trevigiano.

Dalle immagini della nostra photogallery si nota distintamente la presenza di materiale sabbioso nei fontanili profondi non più di un paio di metri, caratteristica peculiare di queste zone di pianura e di transizione fra l’alta e la bassa pianura veneta.

L’acqua risale a temperatura praticamente costante tutto l’anno compresa fra circa 8 e 13 °C.

Nonostante queste acque ospitano poche varietà di piante e di animali, si possono riconoscere l’Erba gamberaia o la Sedania e lungo i margini dei fontanili proliferano numerose specie di carici.

GUARDA LA NOSTRA FOTOGALLERY (foto di Nicola Zagato ©conosceregeologia)

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