Utilizzo dei fondi stanziati per il “Sostegno alla formazione e ricerca delle Scienze Geologiche” (Legge 5 gennaio 2017, n. 4)

Entro il 23 novembre 2018 dovranno essere presentati i progetti per poter accedere ai finanziamenti per gli “Interventi per il sostegno della formazione e della ricerca nelle Scienze Geologiche” (G.U. 24 ottobre 2018). Emblematica è la data di scadenza del bando, che richiama il sisma che il 23 novembre 1980 colpì con inaspettata violenza l’Irpinia e le aree limitrofe.

 

Un sisma di natura diversa è sicuramente rappresentato dal bando emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che impatta in maniera dirompente sugli effetti della legge 4 del 5 gennaio 2017, emanata dal Parlamento italiano dopo un lungo e travagliato iter parlamentare, destinando le risorse economiche, per il secondo anno consecutivo, al sostegno all’ingegneria, finanziando progetti finalizzati alla previsione e prevenzione dei rischi idraulici, invece che al “sostegno alla formazione e ricerca delle Scienze Geologiche”.

La legge 4 del 5 gennaio 2017, fortemente voluta da tutta la comunità geologica italiana, fu approvata unitariamente da tutte le forze politiche presenti in Parlamento nella piena e forte consapevolezza della necessità che la ricerca e la formazione nelle scienze geologiche rappresentassero un elemento essenziale per la conoscenza e salvaguardia del nostro territorio così esposto ai molteplici rischi geologici e naturali.

La legge 4 del 5 gennaio 2017 definiva in maniera chiara le finalità degli interventi che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare avrebbe dovuto finanziare in questo triennio, recitando infatti al comma 2: “Per il finanziamento, a seguito di appositi bandi pubblici emanati, con cadenza annuale per ciascuno degli anni del triennio, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sentito il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dei progetti di ricerca presentati dalle università e dagli enti pubblici di ricerca e finalizzati alla previsione e alla prevenzione dei rischi geologici, è autorizzata la spesa di un milione di euro per l’anno 2016 e di due milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018“.

Il titolo stesso della legge, così come il suo contenuto, non potevano che suggerire al Ministero competente di dare seguito al mandato, incrociando i temi di ricerca legati alla previsione e alla prevenzione dei rischi geologici, con l’obiettivo primario che la legge si proponeva: il sostegno della formazione e della ricerca nelle Scienze Geologiche.

L’intera comunità geologica da anni si impegna, in un contesto di forte limitazione delle risorse a disposizione, a dispetto delle evidenti esigenze di formazione e ricerca nell’ambito delle Scienze della Terra (così come peraltro segnalato dai ricorrenti eventi disastrosi che oramai quotidianamente dilaniano il nostro Paese provocando vittime innocenti), per promuovere un’azione di sostegno, quale la legge 4 si proponeva di essere (nei media si parlò di Legge “salva Geologia”). Dopo il “caso” della prima (mancata) applicazione (bando dello scorso anno), ci si aspettava almeno una correzione di rotta, magari con bandi che prevedessero il coordinamento dei gruppi di ricerca da parte di “docenti/ricercatori di area GEO” e, soprattutto, l’individuazione di aree tematiche prioritarie, funzionali all’obiettivo informatore della stessa legge che finanzia le attività: il sostegno della formazione e della ricerca nelle Scienze Geologiche, con particolare e specifico riferimento alla previsione e prevenzione dei rischi geologici.

Tutta la comunità dei geologi italiani auspica che sia possibile arrivare, in corsa, ad un significativo aggiustamento della procedura in essere, che ne riporti gli obiettivi concreti in binari più coerenti con lo spirito del legislatore.

fonte: Comunicato stampa CNG

immagine in evidenza: Scarpata di faglia del terremoto dell’Irpinia del 1980 sul monte Carpineta con rigetto verticale di 120 cm.

 

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