Bryce Canyon National Park USA – FOTOGALLERY CONOSCEREGEOLOGIA.IT

Il Bryce Canyon è un rivelatore di una lunga storia geologica di sedimentazione ed erosione che, a differenza dei canyon scavati dall’acqua di un fiume, l’acqua è stata un fattore importante sotto forma di ghiaccio e di agente chimico.
Per gran parte dell’anno la temperatura oscilla intorno a 0 °C, durante il giorno l’acqua si infiltra nelle fratture della roccia e durante la notte si congela espandendosi del 9%. Sotto forma di ghiaccio l’acqua esercita una forte pressione sulla roccia che finisce per frantumarsi. In aggiunta le precipitazioni, che sono acide, sciolgono lentamente il calcare erodendo le cime e portando via i detriti.

Il parco del Bryce Canyon contiene la maggiore concentrazione al mondo di alcune particolari formazioni, chiamate camini delle fate o anche hoodoos. 

Queste sono guglie alte e sottili di roccia che si sollevano dalla base di bacini aridi e dei calanchi che hanno un’altezza che va da 1,70 metri fino a 30 metri. Sono formati da strati di roccia sedimentarie di diversa durezza, appartenente alla Formazione Claron data da diversi tipi di roccia, tra cui la siltite, l’arenaria e il calcare.

Questa formazione si è originata tra i 30 e i 40 milioni di anni fa in un lago che copriva buona parte dello Utah occidentale. I minerali presenti nei diversi tipi di roccia fanno sì che gli hoodoos abbiano diversi colori che vengono creati da due diversi processi legati all’acqua. Il primo è il congelamento/scioglimento dell’acqua infiltrata nella roccia, il secondo è la pioggia.

Le piogge sciolgono lentamente gli strati di calcare e quando raggiungono gli strati di siltite e di arenaria, l’azione erosiva rallenta grazie alla maggiore resistenza di queste rocce all’attacco degli acidi. Molti degli hoodoos più resistenti hanno in cima uno strato di dolomia che si dissolve molto lentamente, quindi protegge gli strati sottostanti di natura calcarea.

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