Frana di Niscemi, una nuova frattura sul fronte della frana

Una fessurazione lunga circa 60 metri è comparsa in via Ustica, nel settore sud-orientale. L’area è già compresa nella zona rossa ed è ora sottoposta a monitoraggio.

A distanza di oltre sette mesi dalla grande frana che ha colpito Niscemi, il versante torna a richiamare l’attenzione degli esperti.

Nei giorni scorsi è stata infatti rilevata una nuova fessurazione lunga circa 60 metri in via Ustica, nel settore sud-orientale del dissesto. L’area si trova già all’interno della zona rossa e a meno di 500 metri dal plesso scolastico San Giuseppe.

La nuova frattura è particolarmente significativa anche per il momento in cui si è manifestata: non erano in corso precipitazioni. Per questo motivo il fenomeno viene seguito con particolare attenzione e sottoposto a monitoraggio quotidiano.

Al momento, però, è importante non parlare automaticamente di una nuova riattivazione della frana.

La comparsa di una frattura può infatti rientrare nella naturale evoluzione di un versante già profondamente deformato. Saranno le osservazioni e le misure dei tecnici a stabilire se si tratta di un fenomeno locale oppure di un segnale di una nuova fase di movimento. È proprio su questo punto che si concentra l’attenzione in queste ore.

IL MONITORAGGIO CONTINUA

L’area è stata interessata da un sopralluogo del capo della Protezione Civile e commissario straordinario per l’emergenza Niscemi, Fabio Ciciliano, che l’8 settembre ha partecipato a un vertice operativo con le autorità locali e i tecnici.

La nuova fessurazione, secondo quanto riferito dopo il sopralluogo, non determina al momento una modifica delle condizioni di sicurezza della popolazione, anche perché il settore interessato ricade già nella zona interdetta. È stato ribadito il ruolo centrale del monitoraggio geologico per seguire l’evoluzione del versante.

La situazione deve quindi essere osservata senza creare allarmismi, ma anche senza sottovalutare un fenomeno che si inserisce in un dissesto di dimensioni eccezionali.

UN VERSANTE ANCORA DA CONOSCERE

Il quarto rapporto tecnico del 5 giugno aveva descritto una situazione caratterizzata da una progressiva attenuazione dei movimenti, pur sottolineando che il fenomeno franoso risultava ancora in evoluzione e che non potevano essere esclusi movimenti lenti all’interno del corpo di frana. Le evidenze geomorfologiche comprendevano già scarpate attive, fenditure e deformazioni del terreno.

La nuova fessurazione di settembre rappresenta quindi un elemento che merita di essere inserito nel quadro evolutivo complessivo del dissesto.

Non significa, almeno per ora, che l’intero versante stia nuovamente accelerando.

Significa che il versante continua a essere un sistema dinamico e che la sua evoluzione deve essere seguita nel tempo.

Ed è proprio questo il valore del monitoraggio: distinguere un fenomeno locale e fisiologico nell’evoluzione della frana da un eventuale cambiamento più significativo del comportamento del versante.

LA PROSSIMA SFIDA: L’ARRIVO DELLE PIOGGE

Un ulteriore elemento di attenzione è rappresentato dall’arrivo della stagione autunnale.

Dopo l’evento di gennaio, la gestione delle acque è infatti uno degli aspetti centrali della messa in sicurezza del territorio. Il ritorno delle precipitazioni potrebbe rappresentare un elemento di ulteriore sollecitazione per un versante che presenta ancora condizioni di dissesto.

Per questo, accanto agli interventi strutturali e alla gestione degli edifici danneggiati, diventa fondamentale continuare a osservare ciò che accade sul terreno.

A Niscemi la frana non è quindi soltanto un evento del passato da ricostruire. È ancora un fenomeno da seguire.

 

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