Con un comunicato stampa odierno l’Ordine dei Geologi della Sicilia esprime profonda e sincera solidarietà alla popolazione di Niscemi, duramente colpita dal grave movimento franoso che ha interessato il territorio comunale.
”Il fenomeno franoso, continua il comunicato a firma del presidente dell’Ordine dei Geologi della Sicilia, Dr. Mozzicato, ha provocato l’evacuazione di centinaia di famiglie, danni ingenti al patrimonio edilizio e una comprensibile condizione di paura e incertezza.”
”In queste ore difficili, il pensiero dei geologi siciliani va innanzitutto ai cittadini costretti ad abbandonare le proprie abitazioni, alle istituzioni locali impegnate nella gestione dell’emergenza e a tutti gli operatori della Protezione Civile, delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco che stanno lavorando senza sosta per garantire la sicurezza della popolazione.”
”La frana di Niscemi, tuttavia, – continua il Dr. Mozzicato – ”non può essere letta come un evento improvviso o eccezionale, ma va inquadrata all’interno di un contesto geologico ben noto e storicamente documentato. ”
”I precedenti del 1790 e del 1997, ampiamente descritti negli archivi storici e negli studi scientifici, dimostrano come l’area sia interessata da una fragilità strutturale e geologica di lungo periodo, legata alla natura dei terreni sabbioso-argilloso-marnosi, al particolare assetto stratigrafico del versante e alla complessa dinamica idrogeologica che caratterizza la collina di Niscemi.”
”Si tratta di processi lenti ma persistenti, che possono riattivarsi in presenza di condizioni predisponenti e innescanti, quali prolungati periodi di pioggia, alterazioni del naturale deflusso delle acque, urbanizzazioni non compatibili con le caratteristiche del suolo e insufficiente manutenzione delle opere di regimazione idraulica.
”La scienza geologica fornisce da tempo chiavi di lettura chiare e strumenti efficaci per comprendere, monitorare e mitigare questi fenomeni.”
”Alla luce di quanto sta accadendo, l’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia ritiene indispensabile ribadire il ruolo centrale della professione del geologo nella pianificazione territoriale, nella prevenzione del dissesto idrogeologico e nella gestione delle emergenze.”
Il Presidente infine ”auspica, altresì, che l’emergenza di Niscemi diventi un punto di svolta: non solo per affrontare con responsabilità e trasparenza l’attuale crisi, ma anche per avviare una riflessione strutturale sul modello di governo del territorio, nel quale la competenza tecnica e scientifica torni ad avere il ruolo che le compete.”
Ma capiamo meglio il fenomeno in atto: primo elemento da considerare è la natura dei terreni di natura ”sabbiosa-argillosa-marnosa” come detto dal Presidente dell’Ordine dei Geologi della Sicilia.
L’area in esame è caratterizzata dalla presenza di argille di età pliocenica, alternate a marne, argille sabbiose.
Le argille sono costituite da particelle estremamente sottili e per questo di solito si pensa che siano completamente impermeabili, ma non lo sono del tutto!
Infatti possono essere attraversate dall’acqua solo lentamente rispetto a terreni sabbiosi costituiti da particelle più grossolane.
Per questo motivo le argille assorbono acqua lentamente ma poi la trattengono.
Pertanto a seguito di piogge prolungate, l’acqua entra lentamente nelle argille, non riesce ad attraversarla con la stessa velocità, resta intrappolata e quindi i versanti che poggiano su da argille possono iniziare a dare segnali di instabilità anche dopo diversi giorni le intense piogge.
I terreni attorno Niscemi presentano proprio questa caratteristica: quando si imbibiscono, perdono rapidamente resistenza meccanica e tendono a deformarsi in modo plastico, senza una rottura improvvisa.
Inoltre l’abitato di Niscemi sorge su una successione di sabbie sovrastanti livelli di argille e marne di colore grigio, pertanto una successione stratigrafica caratterizzata da notevoli differenze nelle proprietà geotecniche e, soprattutto, nella permeabilità dei terreni.
Le sabbie, le prime a presentarsi partendo dal piano campagna, sono generalmente permeabili e permettono l’infiltrazione abbastanza rapida delle acque meteoriche nel sottosuolo, mentre le argille e le marne sottostanti, invece, ostacolano il dreflusso in profondità.
Dalle immagini aeree viste dall’elicottero dei Vigili del Fuoco, la profondità delle argille sembrerebbe essere a una quota compresa tra i 15 e i 40 metri di profondita dal livello città.

Primo piano del costone in frana, si notano le sabbie gialle e le argille grigie (Foto dei Vigili del Fuoco)
Perchè la frana di Niscemi è così enorme?
E’ una tipica frana dell’area, compatibile con uno scivolamento roto-traslazionale lento. Questo significa che il terreno ruota attorno a una superficie di scivolamento curva, o meglio la parte alta del pendio sprofonda, mentre quella bassa tende a sollevarsi.
Quindi, nel caso di Niscemi, le sabbie ”scivolano” sulle argille.
In seguito i terreni tendono a traslare in avanti presantando evidenti fessure nella parte alta, abbassamenti e spostamenti laterali, fenomeni lenti e costanti che durano anche molti anni.