Frana di Niscemi, “Il monitoraggio è fondamentale, ora dobbiamo capire l’evoluzione del fenomeno”, la nostra intervista al Sindaco Conti

A Taormina, al Palazzo dei Congressi, il sindaco di Niscemi Massimiliano Valentino Conti, è intervenuto sul dissesto che ha colpito il territorio nel gennaio 2026. Lo abbiamo intervistato a margine del convegno del Consiglio Nazionale dei Geologi dedicato al passaggio dall’emergenza alla prevenzione.

È stato il Palazzo dei Congressi di Taormina a ospitare il 18 aprile 2026 il convegno organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi, dal titolo “Ciclone Harry e frana di Niscemi – Dall’emergenza alla prevenzione: una nuova strategia sulla difesa del suolo”.

Un appuntamento dedicato ad alcuni dei temi più attuali della difesa del territorio, con particolare attenzione agli eventi che hanno interessato la Sicilia e alla necessità di trasformare l’esperienza dell’emergenza in una più efficace strategia di prevenzione.

Proprio nel corso dell’incontro abbiamo incontrato e intervistato il sindaco di Niscemi, il dr.Massimiliano Valentino Conti, per fare il punto sulla situazione della frana che nel gennaio 2026 ha interessato il territorio comunale e sulle attività attualmente in corso.

Al centro dell’intervista il monitoraggio del fenomeno franoso, l’evoluzione del dissesto, le criticità ancora da affrontare, le risorse disponibili e gli interventi necessari per la messa in sicurezza del territorio.

Sig. Sindaco, qual è oggi lo stato attuale della situazione legata alla frana e quali sono le principali criticità che state ancora affrontando?

«C’è allo stato il monitoraggio con tutte le tecnologie messe in campo dai centri di competenza della Protezione Civile regionale e Nazionale»

Il sindaco sottolinea quindi l’importanza dei risultati che arriveranno dalle attività di monitoraggio:

«Chiaramente stiamo aspettando le risultanze di questo monitoraggio che nelle due relazioni del professor Casagli hanno certificato allo stato che il ciglio, il coronamento e la frana sono fermi»

Una situazione che, tuttavia, richiede ancora attenzione:

«Il corpo di frana chiaramente ha una sua evoluzione e le risultanze di questo monitoraggio ci daranno certezza sui fenomeni, le cause, le concause, l’evoluzione e chiaramente anche gli interventi che appaiono necessari per mettere in salvaguardia il posto»

Quali sono i tempi che si prevedono?

«I minori possibili, ma li dobbiamo scoprire ancora»

Per quanto riguarda le risorse: ce ne sono ancora? 

Il sindaco guarda con fiducia alla fase di emergenza e post-emergenza e al ruolo della Protezione Civile:

«Durante l’emergenza e post-emergenza credo che abbiamo l’eccellenza italiana che è il Dipartimento della Protezione Civile con il capo prefetto Ciciliano che si occuperà compiutamente delle opere e le risorse già stanziate sono corpose e quindi siamo molto fiduciosi».

Dall’emergenza alla prevenzione

L’intervista al sindaco di Niscemi si inserisce perfettamente nel tema del convegno di Taormina: passare dalla gestione dell’emergenza a una strategia strutturata di prevenzione.

Per Niscemi, il monitoraggio rappresenta oggi uno degli strumenti fondamentali per comprendere l’evoluzione del dissesto e fornire alle istituzioni gli elementi necessari per programmare gli interventi.

La frana non è dunque soltanto una questione legata all’emergenza del gennaio 2026, ma pone al centro una questione più ampia: la necessità di conoscere, monitorare e comprendere continuamente il territorio per poter ridurre il rischio e proteggere le comunità che lo abitano.

Intervista a cura di Antonio Toscano – Conoscere Geologia.

 

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